Al di là del sole. Elogio dell’enciclica ” Laudato si’ ” di papa Francesco

+*+*+* Al di là del sole. Elogio dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco *+*+*+

Un’enciclica che vale la pena questa volta leggere e ricordare: papa Francesco spiega il legame profondo tra uomo e ambiente e dedica particolare attenzione all’utilità delle nuove tecnologie condivise e alla qualità della vita.

Vorrei dirvi, con questa breve nota, allo scadere dell’anno 2015, dell’importanza dell’ambiente, dell’educazione ambientale, della responsabilità di ciascuno di noi verso il territorio in cui viviamo. Non per niente esiste nel nostro ordinamento una normativa che si intitola Codice dell’ambiente, data dal D. Lgs. 3. 4.2006 n. 152.

La finalità di tale codice è, come si legge testualmente, “la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali”.

Sono princípi ovvi di etica che tutti dovrebbero avere in modo innato, come sostengono i fautori del diritto naturale; purtroppo non è così e si pone la necessità, a fronte di episodi di inciviltà e di non rispetto dell’ambiente, di prescrivere e normare questi sacrosanti princìpi con un’apposita legge dello Stato.

Forse è vero ciò che diceva Albert Einstein, campione di intelligenza creativa, che non bisogna mai memorizzare quello che si trova in un libro. Ma è certo che può essere cosa buona e giusta ricordare, questo sì, ciò che si trova in certi libri, o in certi codici.

Se facessimo ora una gara per il premio del libro meno letto, così come della legge meno osservata, il codice dell’ambiente si classificherebbe certamente, ahimè,  tra le prime posizioni.

Ma ci sono anche libri e scritti autorevoli, pure recenti, di cui non si ha memoria, o si perde memoria. Uno di questi è l’enciclica Laudato si’ del 24 maggio di quest’anno, di papa Francesco.  «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi, ricordando che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre, la madre Terra, che ci accoglie tra le sue braccia. Non dico che questa enciclica sia passata inosservata, solo che non ne è dato abbastanza rilievo da parte della stampa.

Per questo ho pensato di farla conoscere tramite questa mia nota allo scadere dell’anno. Papa Francesco ha il merito – questa volta lo riconosco –  di spiegare l’intimo legame tra uomo e ambiente, e di dedicare allo stesso tempo attenzione alle potenzialità della tecnologia, come nessuno ha mai fatto. E’ un appello a tutti gli uomini sulla “cura della casa comune”, un manifesto ecologista per la salvaguardia dell’intero nostro pianeta, in cui vi sono tutte le istanze di Candìde e che autorevoli autori, da me presentati, hanno espresso circa il sistema finanziario, il neoliberismo, il capitalismo e il “neocapitalesimo”, le banche, la politica, la proprietà privata, i monopoli sull’informazione.

Questa enciclica papale è quindi un documento importante che fornisce un’occasione unica di riflessione anche per chi guarda laicamente il mondo e trova nel pontefice una sorte di eroe dei tempi moderni per sostenere una causa, quella ambientale, che ha bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Al di là dei contenuti religiosi, ciò che colpisce in questa enciclica è l’ordine logico degli argomenti e la volontà di condivisione, la stessa che anima il mio Centro Culturale: si tratta infatti di far capire a tutti il legame profondo tra uomo e ambiente, tra la natura e la società che la abita.

L’accesso alle risorse naturali è un diritto inalienabile di ogni uomo, come quello alla vita e alla dignità, strettamente connesse all’uso delle risorse del pianeta. L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme e la preoccupazione per il pianeta è innanzitutto amore per gli uomini. Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.

Vengono affrontati diversi temi, ad iniziare dall’inquinamento e dei conseguenti cambiamenti climatici, per arrivare alla questione dei rifiuti e della cultura dello scarto, cultura praticamente inesistente in Italia, e ciò ha permesso l’accumularsi di Manufatti Contenenti Amianto abbandonati senza criterio su tutto il territorio nazionale, la cui rimozione provoca ancora più danni se non fatta con le necessarie cautele. Questo è un tema di salute pubblica e sanità ambientale che mi sta particolarmente a cuore come sanno coloro che mi hanno seguito le mie denunce e le battaglie con il mio Comitato Nazionale Amianto Eppur si muore. Ancora oggi svariati milioni di tonnellate di amianto killer sono purtroppo ancora sparsi sul territorio italiano.

Viene poi affrontata, nell’enciclica, la questione dell’acqua pubblica, il tema della perdita della biodiversità, il deterioramento della qualità della vita e la degradazione sociale, un paragrafo è addirittura intitolato “IL MISTERO DELL’UNIVERSO”, quasi a richiamare certe ipotesi sulla realtà che mi hanno visto promotore.

Particolarmente interessante è poi il paragrafo intitolato “LA TECNOLOGIA: CREATIVITA’ E POTERE”, nel capitolo terzo sulla crisi ecologica, in cui si parla del pericolo dell’asservimento al potere di ogni conquista scientifica e tecnologica, che deve essere invece per il bene di tutti: pensiamo alla risorsa della creatività condivisa, data cioè dall’unione di più intelligenze.

Ma ciò che colpisce in questa enciclica è il paragrafo intitolato “CRISI E CONSEGUENZE DELL’ANTROPOCENTRISMO MODERNO”, in cui il Papa rivoluziona la stessa visione antropocentrica della religione, per un’ECOLOGIA INTEGRALE – altra espressione presente nell’enciclica – nel rispetto di tutte le forme di vita del pianeta, che si traduce in una “ECOLOGIA AMBIENTALE, ECONOMICA E SOCIALE”, che è titolo di un apposito paragrafo.

Ne deriva anche un’ “ECOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA”, come da paragrafo quarto del capitolo sull’ecologia integrale, vale a dire un’ecologia del dialogo e della trasparenza nei processi decisionali, sia in politica che in economia. Insomma un’“EDUCAZIONE E SPIRITUALITA’ ECOLOGICA”, come si intitola un capitolo, il sesto, di cui tutti gli abitanti del pianeta hanno bisogno.

Emerge così, secondo le stesse parole di papa Francesco, la necessità di nuovi atteggiamenti e stili di vita per una sfida culturale, spirituale ed educativa che implicherà necessari processi di rigenerazione.

Per fare ciò bisogna nutrire un AMORE CIVILE E POLITICO che impegna ciascuno di noi secondo il dettato – aggiungo io – dell’art. 4  della Costituzione, che prevede il dovere per ogni cittadino di svolgere un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

L’enciclica si conclude, nel capitolo su educazione e spiritualità ecologica con il paragrafo intitolato AL DI LÀ DEL SOLE, che contiene una preghiera per la nostra terra ed una preghiera per il creato. Ma io colgo, al di là delle preghiere, un messaggio non espresso ma evidente nel titolo, che prosegue il percorso di apertura verso l’ambiente, al di fuori di ogni antropocentrismo, rivolto cioè a tutte le forme di vita non solo terrestri che troveremo al di là appunto del sole, al di fuori del nostro sistema solare.

Grazie per l’attenzione e buon anno!

Milano, 28 dicembre 2015                        Avv. Giovanni Bonomo – Candide C.C.

 

Si veda il testo dell’enciclica in http://download.repubblica.it/pdf/2015/esteri/Laudato%20Si%27_italiano.pdf

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