Creatività, Condivisione, Conoscenza. Le tre C di Candìde e la vera rivoluzione del pianeta.

Creatività, Condivisione, Conoscenza. Le tre C di Candìde e la vera rivoluzione del pianeta.

Stiamo entrando in un’epoca autenticamente rivoluzionaria ed è già in corso una rivoluzione silenziosa, tramite i collegamenti in orizzontale, cioè al di fuori dell’informazione di regime o di qualsiasi autorità, tra gli abitanti del pianeta: grazie a Internet e ai social network iniziamo a comprendere che il potere dell’uomo sull’uomo, la gerarchia, lo sfruttamento avido dell’altro, la tortura e l’eccidio sistematico di altri esseri senzienti, la distruzione dell’ecosistema, la competizione, la guerra, la rapina del forte sul debole, l’isolamento, presto apparterranno solo al passato.

Si tratta di una Rivoluzione che non si associa più ad alcuna ideologia, né di tipo politico né religioso, perché passa semplicemente attraverso la consapevolezza di più menti interconnesse volte alla realizzazione di un’unità sostanziale di evoluzione e cooperazione tra gli abitanti della Terra.

Questa energia rivoluzionaria preme sempre di più in tutti noi e nessuno può restarne indifferente. Non è un caso che tutte le credenze che hanno sino ad ora animato e dilaniato l’umanità siano in profonda crisi: politica, economia, religioni, famiglia, finanza, etc. Questo nuovo sentire, questa Intelligenza Collettiva che sta emergendo, non può più accettare le innumerevoli credenze religiose, ideologiche, nazionali, etc che gli esseri umani hanno finora coltivato ingenerando tra loro divisione e portando ad un mondo violento, avido e conflittuale.

Identificarsi con una qualsiasi credenza, dogma, fede, ovvero fondarsi su di un’idea acquisita che non può essere verificata direttamente, è infatti faticoso e doloroso, perché  necessita di continue conferme e rassicurazioni. La storia ha dimostrato che le credenze non possono che basarsi sull’ansia, sulla paura della confutazione, sul panico della  mancanza, manifestazioni tipiche della coscienza egoica. Per questo i fedeli di una qualsiasi religione, partito o movimento organizzato, hanno un drammatico bisogno della compagnia degli altri fedeli e militanti: per rassicurarsi tra loro avversano in tutti i modi coloro che mettono in discussione le loro credenze per farli riflettere.

L’Intelligenza Collettiva nasce e si evolve, invece, quando non ci fondiamo più su niente, trovando la nostra naturale sicurezza in quanto dimoriamo nella totale apertura. Non avendo più ideologie, nazioni, dogmi da difendere, né dei da cui ricevere rassicurazioni, possiamo essere finalmente leggeri e vasti come l’intero universo. Non c’è maggiore sicurezza infatti dell’avere nulla da difendere. E l’intelligenza avanzerà sempre di più in quanto il pensiero, finalmente libero di esprimersi, non si fonderà su nulla ma abbraccerà ogni cosa.

Questo progresso nel pensiero porterà ad una società solidale, anti-gerarchica, basata sul consenso e non sulla dittatura della maggioranza, inevitabile nelle democrazie rappresentative, armonicamente basata sul rispetto e sull’uguaglianza reale di tutti gli esseri. L’unica religione sarà la celebrazione della Terra, del  Cosmo, della Vita.

Questo nuovo sentire è rivoluzione nel senso più profondo e positivo del termine in quanto si compie innanzitutto sul piano della coscienza collettiva, formata dall’insieme delle idee, emozioni, fantasie, miti, scoperte scientifiche, vissute e proiettate in questo momento dall’umanità: è questa coscienza condivisa che permette ora di andare avanti, ma nella direzione giusta, per tutti.

Si diventa sempre più consapevoli dell’enorme potere creativo del pensiero e si comprende che l’unico modo per ottenere un mondo più equo, pacifico, libero e solidale è iniziare a pensarlo come tale. La storia ha dimostrato che pensare al mondo come un posto terribile, spesso in contrapposizione a un aldilà beatifico, produce il solo risultato di farlo diventare in effetti un disastro. Ci stiamo rendendo conto che siamo noi ad accettare, in modo più o meno conscio, il ruolo di carcerati, facendo in questo modo il gioco dei carcerieri. Il fenomeno, per ciò che riguarda la nostra politicamente disastrata nazione Italia è spiegabile con la nostra atavica italica abitudine a CREDERE anziché a PENSARE. In fondo qualsiasi sistema di potere non è altro che un’idea fortemente condivisa da un largo numero di esseri umani. Quando viene a mancare l’appoggio a tale idea il sistema non può che dissolversi, collassare su se stesso, venendo a mancare l’energia mentale su cui si sostiene. Non c’è infatti alcun potere che possa dominare chi ha realizzato la propria sostanziale libertà.

Sempre più esseri umani stanno ora comprendendo, grazie ai nuovi social media, l’enorme potere co-creativo e trasformativo dei loro pensieri. E stanno anche prendendo coscienza di come l’identificazione con credenze e ideologie, intese come idee non-verificabili o verità assolute, abbia un risultato sostanzialmente frammentante e frustrante per il pensiero e l’intelligenza. Si sta comprendendo come partendo da una totale apertura all’unità, da questo fondarci sul Nulla che ci apre al Tutto, possiamo iniziare ad operare nell’Intelligenza Collettiva una trasformazione dell’intera società umana, operare un radicale alleggerimento ed unificazione delle menti, che si rifletterà su un mondo più unito, solidale, equo, basato su dinamiche sociali totalmente differenti.

Nel mio scritto Dell’armonia universale e dell’universale giuridico sostengo che il  cammino dell’uomo non è altro che un processo di unificazione. E’ una mia prima intuizione, ora più consapevole, dell’Intelligenza Collettiva. Crescere ed evolversi significa discernere, distinguere ciò che è bene da ciò che è male. E per fare questa distinzione non occorre essere filosofi: è bene tutto ciò che costruisce, vale a dire tutto ciò che l’uomo fa per l’uomo nella dimensione dell’apertura e della condivisione; è male tutto ciò che si rivela portatore di divisione e di distruzione, anche se all’inizio può apparire benevolo.

E’ ormai scientificamente dimostrato che il sentimento e l’emozione umana sono fattori che influenzano la materia di cui è fatta la realtà: è il nostro linguaggio interiore che cambia gli atomi, gli elettroni e i fotoni del mondo esterno. Questo è l’unico SEGRETO. Il quale riguarda non tanto le precise parole che pronunciamo – altrimenti basterebbe un manuale del mago Merlino e “abracadabra…” – quanto il sentimento che esse creano dentro di noi. E’ il linguaggio dell’emozione che parla alle forze quantistiche dell’universo. E per tradurre in realtà una possibilità quantistica dobbiamo impersonare nella vita di ogni giorno ciò che desideriamo.

Viviamo in un universo partecipativo, come dimostrano le scoperte della scienza, dove non si può avere un controllo totale del mondo circostante: anche una stessa particella atomica si comporta in stati diversi a seconda di come viene osservata. Possiamo però, in quanto parte dell’universo e universalmente collegati, modificare o cambiare piccole parti di esso attraverso il modo in cui viviamo la nostra vita. Nel regno delle possibilità quantistiche sembriamo essere creati per partecipare alla creazione. Siamo fatti per creare. Dobbiamo prima avere in noi il sentimento dell’abbondanza, della pace, della guarigione, dobbiamo evocare nell’animo le risposte alle nostre richieste di benessere come se  fossero già avverate, prima di vederle diventare realtà nella nostra vita.

Quando facciamo piccoli cambiamenti qui e là, all’improvviso tutto sembra cambiare. Infatti una piccola alterazione in un dato luogo può mutare permanentemente un intero paradigma. Grazie all’ologramma della coscienza, un piccolo cambiamento che avviene nella nostra vita si rispecchia ovunque nel mondo. Noi esseri umani, dal DNA che costituisce il corpo fisico fino alla struttura atomica del mondo che ci circonda e al funzionamento della memoria e della coscienza, sembriamo essere parte di un’Intelligenza Collettiva che solo ora stiamo iniziando a comprendere.

Nell’articolo Il salto oltre la specie prevedo che l’uomo si staccherà dalle proprie origini biologiche e si affrancherà dai propri limiti fisici scoprendosi il costruttore di se stesso e dell’universo, entrambi  manifestazioni della stessa energia, entrando nella singolarità tecnologica.

Ma è importante comprendere fin d’ora che ogni cosa nell’Universo, dalla nostra abbondanza materiale al successo nelle relazioni, dalla pace nel mondo alla guarigione del nostro corpo, è parte di un campo intelligente di energia che unisce le cose, la MATRICE, il Campo Unificato. Le più recenti scoperte scientifiche e di fisica quantistica ci mostrano che essa funziona in modo simile a un Computer Cosmico Cosciente, che usa le nostre emozioni e credenze per creare la REALTA’ in cui viviamo. Questo è il vero segreto che le religioni ci hanno da sempre tenuto nascosto insegnandoci a credere invece che a pensare.

Non è un caso, rendendomi solo ora conto facendo queste riflessioni, che il sottotitolo del mio Centro Culturale Candide indichi già, nelle tre C, Conoscenza, Condivisione, Creatività, l’essenza di tutto il discorso, l’insieme delle nostre menti per comprendere l’universo e creare la nostra realtà.

Milano, 31 gennaio 2013                                 Avv. Giovanni F F Bonomo – Candìde C.C.

 

 

 

 

 

 

 

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