Yahweh dio della guerra, di Stefania Tosi, Uno Ed. 2015. Introduzione (18. 2.2016).

Accettare senza domandare espone alla manipolazione e all’asservimento mentale ma anche comportamentale, cioè al servilismo. Cercare, indagare, dubitare: questi sono invece  i mezzi con cui da sempre la nostra civiltà si evolve. La più potente arma dell’essere umano è la curiosità, unita all’intelligenza. Le grandi menti del passato, dai filosofi agli scienziati, hanno fatto del dubbio la leva con cui sollevare la coltre d’ignoranza e di superstizione che schiaccia la vita degli uomini, rivelando un universo di conoscenza. L’infinito è ricerca come la ricerca è pensiero.

Cogito ergo sum, diceva Cartesio. Allora pensiamo, invece di credere. Lo so, sembra quasi la presentazione di Candìde, che vi dà il benvenuto nella propria sede di via San Marco 14. Ma ciò che ho appena detto è solo la doverosa premessa al libro che oggi presentiamo, Yahweh dio della guerra di Stefania Tosi, storica, docente di materie umanistiche, ricercatrice indipendente, ovviamente, vale a dire non condizionata da alcuna ideologia religiosa, egittologa, in quanto studiosa di storia antica e in particolare dell’antico Egitto.

Che cosa ha indotto Stefania Tosi a passare da Anubi a Yahweh nella sua indagine storica? Beh, questo ce lo dirà la stessa Autrice. Io mi limito a introdurre questo libro, di piacevole lettura, che mette in luce, con rigore critico ed esegetico, la vera storia narrata nel libro forse più antico ma sicuramente meno letto al mondo, la Bibbia.

Se oggi tale libro epico viene considerato ancora sacro da alcuni, pochi ormai, è perché la religione ha fatto propri alcuni capisaldi del pensiero machiavellico: essere duttili, essere diplomatici, accondiscendenti al momento buono con i potenti, e sempre rigidi invece con i sottomessi.

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La Chiesa cattolica ha sempre saputo che le pagine del “testo sacro” grondano sangue e che non esiste giustificazione storica o culturale per gli innumerevoli massacri di donne, vecchi e bambini: ha inventato allora la contestualizzazione letteraria, la chiave allegorica, l’interpretazione esoterica, la lettura misterica.

Anche se il linguaggio di scrittura originario è l’ebraico masoretico, il significato delle parole non va inseguito in chissà quali labirinti ermeneutici, deve essere solo colto con mente aperta, scevra da pregiudizi o preconcetti. Come già dice Mauro Biglino, prefatore del libro di Stefania Tosi, una lettura non fideistica né ideologica della Bibbia rivela che Yahweh, con i suoi atteggiamenti, le sue scelte, i suoi comportamenti contradditori, dovrebbe essere oggetto di un’analisi attenta e approfondita da parte della criminologia invece che della teologia.

L’immagine rassicurante veicolata dalla tradizione canonica della divinità buona e compassionevole, stride con il profilo del brutale sterminatore protagonista del racconto del Vecchio Testamento. Gli episodi terrificanti e reiterati sono inconfutabili, perché descritti in modo chiaro e inoppugnabile; e allora non possono che scuotere le coscienze e farci dubitare su quanto vuole farci credere la religione.

Dio ordina il massacro di intere popolazioni. Arde per la brama di fama e potere. Sottomette con la forza Abramo e Mosè per conquistare nuove terre. Usa la terribile e potente Arca dell’Alleanza per uccidere 30.000 Israeliti in una sola battaglia.

Questo è ciò che riporta la Bibbia che si ha in casa, libro che, secondo la dottrina cattolica, è ispirato dallo Spirito Santo ed è il veicolo tramite cui si può percorrere la via che porta alla salvezza eterna. Ci sono molte pagine che rivelano chiaramente che Yahweh, Dio secondo la Chiesa, non è un “vero” Dio, bensì un guerriero in cerca di un regno da sottomettere e desideroso di conquistare la terra di Canaan. La sua ferocia e la sua spietatezza gli sono valse l’appellativo di “Signore degli Eserciti”.

“Uccideteli, uccideteli tutti!”  Yahweh gridava ai suoi, lanciandoli a compiere razzie e massacri. Il resto ce lo dirà, con l’ausilio delle diapositive che vedremo sul megaschermo, Stefania Tosi che vi prego di accogliere con un applauso.

avv. Giovanni Bonomo – Candìde C.C.

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